Clara Calì sviluppa una ricerca pittorica sul paesaggio come spazio interiore, tra memoria, radici e tensione verso l’infinito
Conosciamo L’artista
Clara Calì è un’artista contemporanea la cui ricerca si sviluppa attorno al paesaggio inteso non come rappresentazione, ma come spazio di soglia, dove memoria e percezione si incontrano senza mai coincidere del tutto. La sua pittura nasce da un processo di stratificazione e sottrazione, attraverso il quale la realtà visibile si dissolve progressivamente per lasciare emergere una dimensione più intima e sospesa.
Il mare, la terra e l’orizzonte diventano presenze simboliche, strumenti attraverso cui l’artista indaga il rapporto tra appartenenza e distanza, tra radici e desiderio di libertà. La luce attraversa le superfici come una tensione, mai decorativa, ma capace di rivelare e nascondere allo stesso tempo.
L’assenza della figura umana amplifica il carattere interiore dei suoi paesaggi, trasformandoli in luoghi di contemplazione e ascolto. Nel suo percorso artistico, Clara Calì ha esposto in contesti locali e nazionali, partecipando a mostre e progetti espositivi anche in ambito internazionale, ricevendo riconoscimenti e attestazioni da parte di istituzioni e realtà culturali. Hanno parlato di Clara e recensito le sue Opere: Vittorio Sgarbi; Rosario Sprovieri e altri illustri critici che potete consultare a questo indirizzo: https://www.claracali.com/mostre-ed-esposizioni-clara-cali/
Rappresentato a latere: Clara Calì/ Occhio d’Amore – Acrilico su tela 50X60 – Anno 2018
La Visione
La ricerca artistica di Clara Calì nasce da una tensione costante tra radici e infinito, tra il bisogno di appartenenza e il desiderio di dissolversi nello spazio. Il paesaggio diventa così un luogo di passaggio, una soglia in cui ciò che è visibile si trasforma lentamente in percezione interiore.
Il mare, l’orizzonte e la terra non sono elementi da rappresentare, ma territori da attraversare, spazi in cui la memoria si mescola all’emozione e la realtà perde i suoi confini più definiti. La pittura si costruisce per velature e sottrazioni, lasciando emergere immagini sospese, mai completamente rivelate.
In questo equilibrio instabile, la luce non illumina ma affiora, mentre l’assenza della figura umana apre a una dimensione più universale, intima e contemplativa. Ogni opera si configura come un punto di contatto tra presenza e distanza, tra ciò che resta e ciò che inevitabilmente sfugge.
Rappresentato sotto: Clara Calì/ Ibiscus Opera – Pastello su cartoncino – Anno 2014
Dicono di lei
“Le opere di Clara Calì sono in bella evidenza nella personale lista degli oggetti che mi attraggono. La speranza di comprendere il legame fra tutte le motivazioni che sostengono questa attrazione rimanda ad una radicata curiosità che continua a farmi sbirciare i meccanismi della mente. Deformazioni professionali a parte, confesso questa mia emozione davanti ad una tela in cui ogni forma sembra in continuo movimento ed il colore dell’una accompagna, trasformandola, il colore dell’altra in un gioco di contorni sfumati che si associano a percezioni sensoriali – il soffio del vento, il rumore delle onde – che vanno ben oltre il dato visivo. La forza evocativa che accompagna la visione di un quadro, che penso definisca il suo valore artistico, compone, anche, il livello di attenzione che sollecita: nella mia personale considerazione i contenuti delle tele di Clara Calì si distinguono per questa funzione evocativa. Quando non vedi la linea dell’orizzonte la scena è quella di un sogno o di un frammento di ricordo, quando la vedi, ben marcata dai contrasti di colore, sei uno spettatore in un angolino del quadro: in ogni caso sei coinvolto ed è un movimento emotivo che attrae.”
L. Criscione
Durante la carriera artistica ha esposto principalmente in Italia e nelle
galleria più Importanti in europa
La pittrice Clara Calì con Vittorio Sgarbi a Bologna